Cecenia retata anti-gay 100 arresti e 3 morti

Cecenia retata anti-gay 100 arresti e 3 morti

La Repubblica di Cecenia fa parte integrante della Federazione Russa ma sin da subito lo scioglimento dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche si è dimostrata un’area instabile, grazie al fronte indipendentista ostile al Governo di Mosca che ha portato alla prima guerra cecena (1991-1996) e alla seconda guerra cecena (1999-2009).

Negli anni la Repubblica di Cecenia si è trasformata in una repubblica a base musulmana con le sue limitazioni alle libertà di parola e di pensiero con una cancellazione dei diritti civili ed è di questi giorni, la notizia di una retata anti-gay da parte delle autorità cecene.

La notizia della retata anti-gay è apparsa sul quotidiano russo La Novaya Gazeta in cui si può leggere (100 arresti effettuati e 3 morti): “Arrestati un centinaio di uomini sospettati di omosessualità mentre, durante il raid 3 persone sono rimaste uccise. Nella Repubblica di Cecenia è stato dato l’ordine per una ‘retata profilattico’ e, in alcuni casi, si è arrivati fino all’omicidio”.

La notizia della retata anti-gay nella Repubblica di Cecenia ha fatto il giro del mondo, scatenando le proteste nei confronti delle autorità cecene, le quali non hanno perso tempo a rilasciare la seguente dichiarazione: “Non puoi arrestare o reprimere persone che semplicemente non esistono nella nostra repubblica. Se queste persone esistessero in Cecenia, la Polizia non dovrebbe preoccuparsene perché le loro stesse famiglie li manderebbero in luoghi da cui non potrebbero più tornare”.

Affermazioni deliranti. Affermazioni che istigano all’uccisione dei cittadini gay o presunti tali da parte, non solo dei famigliari ma da chiunque con il benestare delle autorità cecene.

Oltre al quotidiano russo La Novaya Gazeta (E altri organi di stampa internazionali) anche il Times ha riportato la notizia, ipotizzando che la retata anti-gay da parte delle autorità cecene è scattata come “prevenzione” dopo che alcuni attivisti LGBT del sito GayRussia.ru avevano fatto richiesta ufficiale dei permessi (Ovviamente negati dalle autorità russe) per lo svolgimento di un Gay Pride nel Caucaso settentrionale (Tra cui la Cecenia).

Sempre il Times, ipotizza che lo stesso Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin abbia fatto pressione sulle autorità cecene per farle intervenire e bloccare con il pugno di ferro qualsiasi manifestazione LGBT in Cecenia.

Le dichiarazioni del portavoce del Premier Ceceno, ricordano quelle fatte anni addietro dall’ex Presidente dell’Iran Maḥmūd Aḥmadinežād, quando dichiarò che nel suo Paese non esistevano cittadini gay, perché li uccideva.

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