La vita spezzata di Leelah.

Carla Alcorn, ha pubblicato questo messaggio sulla sua pagina Facebook:

Il mio dolce figlio di 16 anni, Joshua Ryan Alcorn, è andato in cielo questa mattina. Era fuori per una passeggiata mattutina ed è stato investito da un camion’.

Un messaggio di addio di una madre affranta dal dolore per la tragica scomparsa del proprio figlio.

 

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Una tragica fatalità avvenuta nell’Ohio, Stati Uniti. Una fatalità che accade in ogni parte del mondo ma alle volte la realtà è ben diversa da quello che percepiamo.

 

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Genitori di Leelah Alcorn

 

Nasciamo maschi o femmine ma alle volte alcuni nascono nel corpo sbagliato, un corpo che non sentono il proprio. Un corpo estraneo e forse anche nemico della propria felicità e del loro vero ‘io’.

Joshua Ryan Alcorn era una ragazza, nata nel corpo sbagliato. Una ragazza di nome Leelah Alcorn.
La vita spezzata di Leelah. 

transfobia

 

Leelah (Joshua Ryan) si è suicidata gettandosi sotto un camion dopo aver percorso a piedi 4 miglia dalla propria abitazione. Un gesto estremo che si compie quando non si vedono altre vie di uscite dal tunnel della disperazione. Prima di compiere quel gesto ha pubblicato nel web due note. Una in cui chiedeva perdono alle sorelle e al fratello per quel terribile gesto e la seconda nota un duro attacco ai genitori che invece di proteggerla e aiutarla le hanno solo indicato la drammatica via del suicidio. Quella nota è il suo testamento in cui racconta la sua vicenda, la scoperta di essere nata nel corpo sbagliato, la confessione ai genitori, le umiliazioni subite da parte loro, sino a giungere alla decisione di morire per un futuro negato.

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‘Se stai leggendo questa lettera, vuol dire che mi sono suicidata e, ovviamente, non sono riuscita a eliminare questo post dal mio sito. Per favore, non essere triste, era giusto così. La vita che avrei vissuto non era degna di essere vissuta … perché sono transgender. Potrei andare nei dettagli spiegando perché mi sento così, ma questa nota è destinata probabilmente ad essere già abbastanza lunga così com’è. Per dirla semplicemente, mi sento come una ragazza intrappolata nel corpo di un ragazzo, mi sento così da quando ho 4 anni. Non ho mai saputo che esisteva una parola per quella sensazione, non sapevo fosse possibile per un ragazzo diventare una ragazza, quindi non l’ho mai detto a nessuno e ho continuato a fare le cose tradizionalmente da “ragazzino”, per cercare di adattarmi. Quando avevo 14 anni ho imparato cosa significa transgender e ho pianto di felicità. Dopo 10 anni di confusione avevo finalmente capito chi ero. L’ho detto subito a mia madre e lei ha reagito molto negativamente, dicendomi che si trattava di una fase, che non avrei mai davvero voluto essere una ragazza, che Dio non fa errori, che avevo torto. Se stai leggendo questo, e sei genitore, ti prego di non dire questo ai tuoi figli. Anche se sei cristiano o sei contro le persone transgender non ditelo mai a nessuno, in particolare al vostro bambino. Mia madre ha cominciato a mandarmi da un terapeuta, solo terapeuti cristiani (che erano tutti molto di parte), quindi non ho mai realmente avuto la terapia di cui avevo bisogno per curarmi dalla mia depressione. Ho avuto solo più cristiani che mi dicevano quanto fossi egoista e sbagliata, e che avrei dovuto guardare a Dio per chiedere aiuto. A 16 anni ho compreso che i miei genitori non mi avrebbero mai accettato e che avrei dovuto aspettare fino ai 18 per cominciare la terapia di transizione. Questa percezione mi ha spezzato il cuore. Più aspetti, più risulta difficile cambiare sesso. Mi sentivo senza speranza, che sarei stata una travestita per il resto della mia vita. Il giorno del mio 16 ° compleanno, quando non ho ricevuto il consenso dai miei genitori per iniziare la transizione, sono andata a dormire in lacrime. Ho dato vita ad una sorta di atteggiamento “vaffanculo” verso di loro e ho fatto coming out come gay a scuola, pensando che sarebbe stato uno shock minore. Anche se la reazione dei miei amici è stata positiva i miei genitori si sono incazzati. Si sentivano come se stessi attaccando la loro immagine, un imbarazzo per loro. Volevano che io fossi il loro perfetto bambino etero e cristiano, cosa che io ovviamente non volevo essere. Così mi hanno tirato fuori dalla scuola pubblica, mi hanno portato via il computer portatile e il telefono, e mi hanno vietato di usare qualsiasi tipo di social media, isolandomi totalmente dai miei amici. Questa è stata probabilmente la parte della mia vita in cui sono stata più depressa, e sono sorpresa di non essermi ucciso. Sono stata completamente sola per 5 mesi. Senza amici, nessun supporto, senza amore. Alla fine dell’anno scolastico i miei genitori mi sono finalmente venuti incontro e mi hanno dato il telefono, autorizzandomi a tornare sui social media. Ero emozionata, avevo finalmente riavuto i miei amici indietro. Loro erano estremamente entusiasti di vedermi e di parlarmi, ma solo in un primo momento. Alla fine si sono resi conto che in realtà non gliene fregava un cazzo di me, e mi sono sentita ancora più solo di quanto lo fossi prima. Dopo un’estate senza quasi più amici, più il peso di dover pensare all’università, risparmiare i soldi per andar via, mantenere i miei voti, andare in chiesa ogni settimana e sentirmi una merda perché tutti erano contro ciò per cui vivo, ho deciso. Ne avevo abbastanza. Non andrò mai incontro alla transizione. Non sarò mai felice con il mio aspetto. Non avrò mai abbastanza amici. Non avrò mai amore. Non troverò mai un uomo che mi ami. Non sarò mai felice. O vivo il resto della mia vita come un uomo solo che vorrebbe essere una donna, o vivo la mia vita come una donna odiata e sola. Non potrei comunque vincere. Non c’è via d’uscita. Sono già abbastanza triste, non ho bisogno che la mia vita peggiori. La gente dice “c’è sempre di meglio”, ma questo non è vero, non nel mio caso. C’è sempre di peggio. Ogni giorno ricevo il peggio. Per questo voglio uccidermi. Scusate se non è una ragione sufficiente per voi, ma lo è per me. Per quanto riguarda le mie ultime volontà, voglio che il 100% delle cose che possiedo sia venduto, e il denaro (più i miei soldi in banca) che sia dato ai movimenti dei diritti civili e ai gruppi di sostegno trans, non me ne frega un cazzo degli altri. Riposerò in pace soltanto se un giorno le persone transgender non verranno trattate come sono stata trattata, se verranno trattate come esseri umani, con sentimenti veri e diritti umani. Dobbiamo insegnare la transessualità e gli orientamenti di genere a scuola, il prima possibile. La mia morte deve avere un significato. Il mio suicidio deve essere sommato al numero delle persone transgender che si tolgono la vita. Voglio che qualcuno guardi quel numero e dica “è davvero pazzesco” e faccia qualcosa per cambiare. Cambiate la società. Vi prego. Arrivederci‘.

 

Se i genitori fossero stati in grado superare sia lo shock inziale alla notizia sia la paura del pensiero della gente, forse a quest’ora sarebbe ancora viva.

 

Transfobia:
Con transfobia o transofobia si intende l’avversione, solitamente prodotta da pregiudizi e stigmatizzazione, nei confronti di persone transessuali o transgender, che può portare a comportamenti discriminanti nella società o nel lavoro, fino a manifestazioni di aggressività violenta, ossia violenza sessuale e negazione del diritto di asilo. (Cit. da http://it.wikipedia.org).

E il più delle volte anche al suicido e all’omicidio!

 

 

Fonte: Pink News, Huffington Post Italia, Bitchyf, Spetteguless.

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