L’omocausto ceceno prosegue nell’indifferenza

L’omocausto ceceno prosegue nell’indifferenza

Urli di dolore che ti scoppia la gola, ti senti cadere, e poi ricomincio”.

L’omocausto in Cecenia (Russia) prosegue con la complicità della Russia e l’indifferenza dell’Unione Europea e delle altre Nazioni democratiche.

I cittadini ceceni gay cercano di fuggire dalla Cecenia (Prima tappa la Russia e poi l’estero) con l’aiuto dell’associazione LGBT russa per non morire sotto le torture delle autorità cecene.

Il portavoce del Presidente ceceno Ramzan Kadirov aveva dichiarato che “I gay non esistono” (In Cecenia) e “Se esistessero, ci penserebbero i loro familiari a mandarli là dove non si ritorna”. Un chiaro invito a uccidere i gay all’interno della famiglia. In Cecenia, la pratica del delitto d’onore è ancora molto diffusa e protetta dalle autorità.

L’Espresso ha pubblicato un resoconto sull’omocausto ceceno.

Qui per leggere l’inchiesta completa dell’Espresso.

La tecnica si chiama “zvonok Putinu”, nel gergo dei servizi di sicurezza russi. Vuol dire “telefonata a Putin”. Consiste in una dinamo che fa passare scariche elettriche nel corpo del prigioniero, di solito attraverso il lobo dell’orecchio. Alle botte coi tubi di gomma si resiste: «Ti mordi le mani fino a sanguinare ma ce la puoi fare». L’elettricità è un’altra cosa. «Vedi che iniziano a girare la manovella, e sai che arriverà, e quando arriva il tuo corpo inizia a tremare, sai cos’è perché ci sei già passato, ma non capisci più cosa succede, urli di dolore che ti scoppia la gola, ti senti cadere, e poi ricomincia».

Dalla fine di marzo in 80 hanno contattato il numero verde istituito da Lgbtn per chi vuol essere aiutato a fuggire dalla repubblica caucasica. Una quarantina sono stati salvati. Qualcuno è già all’estero. Gli altri aspettano visti che tardano ad arrivare. Nella safe house di Andrey c’è anche Mikhail (anche questo nome di fantasia). Ha un sussulto a ogni macchina che passa. «Abbiamo paura a rimanere qui perché “loro” possono venire in qualsiasi momento, e portarci via per ammazzarci da qualche parte», dice all’Espresso.

Fermiamo l’omocausto ceceno!

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