Partito Democratico spaccato. Matteo Renzi negli Usa

Partito Democratico spaccato. Matteo Renzi negli Usa

Il Partito Democratico è in fase di scissione. L’ex Segretario Pier Luigi Bersani ha già dichiarato che non rinnoverà la tessera di Partito e che non parteciperà al Congresso Nazionale, il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando si candiderà alla carica di Segretario Nazionale del Partito Democratico contro Matteo Renzi.

Mentre la base del Partito Democratico è in agitazione e senza bussola e con un futuro incerto, l’ex Premier ed ex Segretario Nazionale, Matteo Renzi si trova negli Stati Uniti d’America, destinazione Stato della California.

Il motivo del suo viaggio negli Stati Uniti d’America l’ha rilasciato al quotidiano La Stampa: “Non sono venuto in California a fare il fighetto. Sto cercando di ossigenare il cervello, e in quattro e quattr’otto abbiamo messo su questa roba di due giorni e mezzo, incontrando Elon Musk di Tesla, Tim Cook della Apple, il fondatore di Airbnb, Stanford, la comunità italiana”.

Non è andato in California per fare il fighetto ma per cercare qualche nuova idea per contrastare il populismo e rilanciare la Sinistra nel nostro Paese: “[…] mentre noi stiamo a discutere da tre mesi di come si fa il congresso del Pd, come si muove Sel, come Berlusconi e Salvini vanno d’accordo, fuori c’è un’Europa che continua ad essere il punto fondamentale in un mondo che viaggia a una velocità straordinaria. Allora ho cercato di togliermi dalle polemiche, anche perché non sono più il presidente del Consiglio, e non sono più il segretario del Pd, in attesa del Congresso. Quindi ho deciso di andare un po’ a rinfrescare la mente, così come sono andato da solo a visitare Scampia e le periferie in Italiae ancoraLa risposta al populismo potrebbe stare nella crescita favorita dall’innovazione a condizione che ci aggiungiamo un pezzo mancato anche nella mia narrazione: come garantire un sistema di protezione a chi si sente tagliato fuori […]. Quando viene proposto, ad esempio dai Cinque stelle, il reddito di cittadinanza a tutti, è un messaggio sbagliato perché favorisce il ripiegamento su se stessi. Posso anche non cercare lavoro, tanto ricevo comunque lo stipendio. Invece il messaggio deve essere: mettiti in gioco, provaci. Poi, se non ce la fai, io ti dò una mano. Non è un reddito di cittadinanza per tutti, ma un paracadute per chi non ce la fa. In cambio fai formazione, lavori. Bisogna dare un messaggio di stimolo, di forza. Il punto è come. L’innovazione va posta davanti ad un paese come l’Italia con questa narrazione positiva”.

Al quotidiano La Stampa poi:Non fatemi parlare di politica, l’ho fatto già troppo. Cerchiamo invece di immaginare un futuro migliore in Italia”.

Un viaggio all’estero nell’attesa della conquista finale del Partito Democratico.

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