Starbucks no ai soldi degli omofobi Razzismo?

Starbucks no ai soldi degli omofobi Razzismo?

Il quotidiano statunitense Washington Post riporta la dichiarazione del Presidente della multinazionale Starbucks, Howard Schultz: “Noi appoggiamo la diversità di ogni tipo. Se siete contro i matrimoni gay, non vogliamo i vostri soldi”.

Questo l’annuncio Gay-Friendly della multinazionale statunitense Starbucks.

La multinazionale statunitense del “Caffè” Starbucks che presto sbarcherà in Italia è da molti anni in prima linea nel contrastare le discriminazioni. A Londra ha preso parte anche al Gay Pride e all’interno della sua stessa azienda ha introdotto dei regolamenti interni per la tutela dei dipendenti LGBT.

Azioni che aiutano la causa dei cittadini LGBT.

Però…

2012. Stato del Colorado (Stati Uniti d’America). La coppia gay formata da David Mullins e Charlie Crag si erano rivolti al pasticcere Phillis per la preparazione della loro torta nuziale. La risposta del pasticcere è stata negativa poiché andava contro le sue convinzioni religiose e che quello non era stato il suo primo rifiuto.

Essendo di fede cristiana non accettava i matrimoni tra persone dello stesso sesso perché per lui esiste solo quello tra uomo e donna.

La coppia gay ha poi denunciato il pasticcere che ha perso la causa. Colpevole di aver violato la Legge antidiscriminazione dello Stato del Colorado.

Di casi analoghi ce ne sono stati altri e tutti sono stati puniti per atti di discriminazione, omofobia e razzismo. Tutti d’accordo con le sentenze.

Dopo le dichiarazioni di Starbucks dovremmo porci questa domanda.

La dichiarazione di Starbucks di non accettare i soldi degli omofobi, in quanto in contrasto con il loro appoggio ai matrimoni gay non è simile alla posizione del pasticcere del Colorado che si è rifiutato di vendere una torta-gay perché in netto contrasto con la sua fede cristiana?

Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia.

Vero che l’annuncio della multinazionale Starbucks è da considerarsi come una provocazione, un modo per farsi pubblicità grazie a un caso mediatico ma quanto è utile alla causa dei cittadini LGBT?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*