Suicidio Leelah Alcorn: Parla la madre.

Suicidio Leelah Alcorn: Parla la madre. La madre dopo il suo post nella sua pagina personale di Facebook in cui ricordava il ‘figlio’ morto a causa di un incidente è stata intervistata dalla rete televisiva CNN.

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Il suicidio di Leelah Alcorn continua a tenere banco nell’opinione pubblica statunitense. Dopo l’iniziativa della petizione promossa sulla piattaforma Charnge.org  (N.d.A Oltre circa 66.000 adesioni) per chiedere ai genitori di Leelah di scrivere sulla lapide il nome ‘corretto’ e non quello da maschio, e le accuse rivolte agli stessi genitori (N.d.A. Nel post di Tumbrl Leelah faceva riferimento all’ostracismo dei genitori nei suoi confronti) da varie associazioni LGBT e trans, la madre passa al contrattacco rilasciando un’intervista alla rete televisiva CNN. Per la prima volta dal suicidio della figlia, parla Carla Alcorn: “La gente ha bisogno di sapere che lo amavo. Era un bravo ragazzo, un bravo ragazzo “.

Durante tutta l’intervista alla CNN, Carla Alcorn ha sempre utilizzato pronomi maschili quando si riferiva a Leelah e quando le è stata posta la domanda sull’identità transgender della figlia ha dichiarato che lei e suo marito essendo devoti cristiani non l’hanno supportata in quanto contraria ai principi religiosima gli abbiamo detto che l’abbiamo amato incondizionatamente. Lo abbiamo amato. Ho amato mio figlio. La gente ha bisogno di sapere che l’amavo. Era un bravo ragazzo, un bravo ragazzo”.

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Continuando nell’intervista, Carla Alcorn ha dichiarato che la figlia le aveva parlato solo una volta della questione di essere transgender e che al tempo stesso non aveva fatto nessun riferimento al desiderio di essere chiamata Leelah, affermando che ha sentito per la prima volta il nome di Leelah solo dopo aver letto la lettera di suicidio della figlia.

Sapeva che la figlia era depressa e per ‘aiutarla’ l’ha inviata a consultare alcuni terapeuti e uno psichiatra che le aveva prescritto dei farmaci per combattere la depressione ma nella sua lettera d’addio e in un post di circa due mesi addietro su Reddit, Leelah scrive che dopo aver espresso il desiderio di poter vedere un terapista di genere è stata indirizzata su terapeuti cristiani. Terapeuti non proprio adatti ad aiutare un ragazza transgender nel suo difficile percorso di consapevolezza.

Nella lettera di suicidio, Leelah li accusa anche di averle impedito per mesi di utilizzare i social media, il computer e cellulare, facendola sentire sempre più isolata dal resto del mondo e dagli amici.

La madre afferma che il divieto di utilizzare i social media e di navigare su internet era stato deciso in quanto la figlia aveva iniziato a guardare e consultare on-line materiali ‘inappropriati’ ma curiosamente non ha mai menzionato il tipo di materiali visionati dalla figlia.

“Non avevamo i soldi per una cosa del genere”. Questa la risposta di Carla Alcorn alla domanda fatta dalla CNN riguardo un probabile intervento chirurgico di transizione della figlia.

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Ritengo che anche se avessero avuto anche la disponibilità economica per affrontare l’intervento chirurgico di transizione, la loro risposta sarebbe stata negativa.

In fin dei conti è più semplice affermare che si tratta di una questione di soldi che di fede religiosa o no?

A fine dell’intervista Carla Alcorn ha sottolineato il dolore degli altri suoi figli per la perdita del loro fratello e anche che:  “Era un musicista e un artista incredibile. Era un ragazzo fantastico”.

Non tutti però sono stati d’accordo con quanto fatto dai genitori di Leelah e uno di questi è Dan Savage, attivista gay che ha dichiarato che i genitori dell’adolescente che si è suicidata dovrebbero essere arrestati e incriminati per omicidio. E per avvallare questa sua tesi, Savage confronta la vicenda di Leelah con quella di Tyler Clementi, studente universitario suicidatosi nel settembre 2010 dopo che il suo compagno di stanza l’aveva filmato durante un incontro romantico omosessuale e successivamente rendendolo pubblico tramite il web .

Nel 2012 il compagno di stanza di Clementi, Dharun Ravi è stato condannato per violazione della privacy, pregiudizi e intimidazioni e allora perché non potrebbero essere accusati anche i genitori di Leelah?

 

 

Fonte: Pink News

 

 

 

 

 

 

2 thoughts on “Suicidio Leelah Alcorn: Parla la madre.”

  1. Sono una donna eterosessuale, ma fortunatamente con un cervello funzionante ed una elasticità mentale non indifferente. Credo che sia veramente deprimente rendersi conto di vivere circondati da persone che, anziché usare il cervello, parlano a sproposito secondo le etichette impostate dalle loro usanze e tradizioni. Come si può discriminare una persona solo perché “non conforme ” alla massa? Come si può massacrare, con atti di bullismo e pensieri atroci, una persona solo perché diversa da noi? Ma ce l’avete un cuore? Siete certi di avere un cervello funzionante? Fossi in voi mi preoccuperei… Mi rendo conto, con infinita tristezza, che il racconto “Burattini della vita” che scrissi qualche anno fa non è semplicemente frutto del mio pensiero, ma è la realtà (sempre più evidente e schiacciante) che popola il mondo.
    Che amarezza!!!

    1. Purtroppo è la triste realtà. La società ha etichettato gli esseri umani e se non sei nelle principali, sei “out”. Nessuno usa più il cervello per pensare ma è la stessa società a dirli come vivere.

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