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Calciatori gay ancora tanti tabù

Calciatori gay ancora tanti tabù

Calciatori gay ancora tanti tabù. Il calcio è da sempre visto come uno sport maschile ed eterosessuale, non adatto a donne e gay. Purtroppo non solo in Italia ma in tutto il mondo, i calciatori gay, pur di continuare a giocare si nascondono e vivono una vita fittizia con fidanzate di copertura.

Anche se negli ultimi anni abbiamo potuto assistere a diversi coming out di ex giocatori, il numero di quelli che l’hanno fatto ancora in attività sono ancor molto pochi a dimostrazione che l’omofobia nel calcio è ben salda.

Ad esempio il primo calciatore a dichiararsi pubblicamente gay mentre era ancora in attività è stato Justin Soni Fashanu nel 1990. Durante la sua carriera di calciatore professionista ha militato in diverse squadre inglesi come il Norwich City, il Manchester City, il West Ham e infine il Nottingham Forrest.

Una decisione quella del coming out che fu accolta con ostilità, non solo dalla stampa e dal mondo del calcio ma anche all’interno della sua stessa famiglia con il fratello (Anche lui calciatore) che lo ripudiò pubblicamente.

Il 3 maggio 1998 Justin Soni Fashanu si toglie la vita impiccandosi in un garage di Londra.

Da quel drammatico suicidio, quasi nulla è cambiato nel calcio, nonostante altri coming out. Se pochi hanno deciso di dichiararsi anche a fine attività, la maggioranza dei calciatori gay ha preferito restare all’interno dell’armadio. Altri invece si sono trovati le porte sbarrate della massima serie dopo essersi dichiarati gay come il calciatore sudafricano Phuti Lekoloane che ha fatto coming out nel 2015.  Decisione che ha messo a repentaglio la sua carriera sortiva e, di fatto, gli ha chiuso ogni possibilità di giocare in squadre blasonate della massima serie.

“Ho rischiato tutto per essere me stesso, ma non consiglierei a nessuno di uscire allo scoperto a causa dello stereotipo [Calciatore, maschio eterosessuale]. C’è molto in gioco”.

Phuti Lekoloane

Secondo il suo pensiero se fosse rimasto, ‘nascosto’ avrebbe avuto maggiori possibilità di fare carriere nel calcio sudafricano.

“Se esci, hai molto da perdere. Ho perso tutto ciò che sognavo”.

Phuti Lekoloane

Le società di calcio e tutto quello che gira intorno ad esso non sono ancora pronte ad accettare calciatori dichiaratamente gay e forse, come afferma lo stesso Lekoloane, se ci fossero maggiori coming out, il calcio dovrebbe aprire definitivamente gli occhi sulla questione dell’omofobia.

E ricordiamo che le prestazioni agonistiche di un atleta non dipendono dalla sua sessualità ma dalle sue abilità e dalla sua determinazione.

La situazione dei calciatori gay è stata bene espressa nel film tedesco del 2019 ‘Mario’. Un film che racconta la vicenda di due giocatori con grandi sogli e talento e segretamente gay. Il loro amore sarà contrastato dai compagni di squadra e dalla stessa società che farà di tutto per zittire le voci della loro omosessualità. Arrivando a utilizzare anche le fidanzate di copertura. Alla fine i due dovranno decidere tra l’amore e il calcio. Un film da vedere con un finale molto triste ma che rispecchia appieno la vita di molti calciatori segretamente gay.

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