Israele e l’Olocausto. Sono stati gli arabi.

La pratica del revisionismo storico per l’Olocausto ebraico non sta di casa solo all’estrema destra ma adesso anche tra gli ebrei e se poi è lo stesso Premier israeliano Benyamin Netanyahu, lo scandalo politico è servito.

Tratto da Wikipedia Italia: “Viene definito sia come revisionismo dell’Olocausto sia come negazionismo dell’Olocausto un atteggiamento secondo il quale lo sterminio premeditato e volontario degli Ebrei non sarebbe avvenuto e sarebbe -un’invenzione delle potenze alleate per giustificare la debellatio della Germania nel 1945 e la nascita dello Stato di Israele nel 1947-. Queste tesi sono contigue (e spesso si sovrappongono) fra loro e con altre che discutono i problemi della genesi della seconda guerra mondiale e sulle dimensioni, modalità e sull’intenzionalità dell’Olocausto, causando non pochi problemi di ordine etico, legale, politico e metodologico al dibattito nella comunità scientifica”.

Netanyahu
Netanyahu

Molti studiosi revisionisti sono stati processati e denunciati per le loro affermazioni riguardo all’Olocausto nazista e bollate come “teorie antisemite” ma allora quelle formulate dell’attuale Premier israeliano Netanyahu come si dovrebbero considerare?

Secondo il Netanyahu pensiero Adolf Hitler non voleva “sterminare” la popolazione ebrea europea e non ma solo “espellerli” dai confini del III Reich e che dietro la Soluzione finale ci sarebbe il Muftì di Gerusalemme Haj Amin Al-Husseini.

Durante il suo intervento al Congresso Sionista, il Premier israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato che: “Hitler all’epoca non voleva sterminare gli ebrei ma espellerli. Il Muftì andò e gli disse ‘Se li espelli, verranno in Palestina. ‘Cosa dovrei fare?’ chiese e il Muftì rispose ‘Bruciali’”.

Non sarebbe la prima volta che il Premier israeliano sostiene questa tesi sull’Olocausto, come riporta il quotidiano Haaretz”, infatti, già nel 2012 in un discorso tenuto alla Knesset in cui definì il Muftì di Gerusalemme Haj Amin Al-Husseini: “Uno dei principali architetti” dell’Olocausto nazista.

Questa tesi è stata avanzata da diversi storici ma allo stesso tempo è stata respinta dai più accreditati studiosi e ricercatori sullo sterminio degli ebri da parte del III Reich nazista.

Il Muftì di Gerusalemme Haj Amin Al-Husseini (1895-1974) è considerato uno dei principali leader nazionalisti arabi radicali durante gli anni ’20 e lo si ritiene anche un precursore del fondamentalismo islamico. Combatté la nascita dello Stato Israeliano in terra di Palestina (All’epoca territorio mandatario della Gran Bretagna), in quanto provava un forte odio nei confronti degli ebrei che immigravano in Palestina. Cercò anche di sostenere la creazione di uno Stato Islamico in Palestina in sua vece. Non esitò, poi alla fine ad allearsi con il Nazismo e il Fascismo, facilitando anche il reclutamento di volontari musulmani nelle formazioni internazionali delle Waffen-SS e in quelle del Regio Esercito Italiano. La sua ascesa politica e religiosa fu contrastata sin dagli inizi degli anni ’20 dalla maggior parte della società arabo-palestinese.

Il quotidiano israeliano Yedioth Aharonot ha interpellato diversi storici sulle affermazioni del Premier Netanyahu che hanno respinto tale ricostruzione storica sull’Olocausto nazista.

Il Capo dell’Istituto per la Ricerca sull’Olocausto dell’Università di Bar-ilan (Tel Aviv) e Presidente dell’Istituto Internazionale per la Ricerca sull’Olocausto dello Yad Vashem, il professor Dan Michman ha dichiarato che l’incontro tra Adolf Hitler e il Muftì di Gerusalemme avvenne ma quando l’uccisione di massa degli ebrei era già stata avviata su scala nazionale.

La stessa Presidente degli Storici dello Yashem, Dina Porat ha respinto quanto dichiarato dal Premier israeliano: “Non si può dire che è stato il muftì a dare a Hitler l’idea di uccidere o bruciare gli ebrei. Non è vero” e anche Isaac Herzog, leader dell’opposizione ha contestato duramente quella teoria: “Una pericolosa distorsione. Chiedo a Netanyahu di correggerla immediatamente perché minimizza la Shoah… e la responsabilità di Hitler nel terribile disastro del nostro popolo”.

Il Centro Wiesenthal di Gerusalemme (Il centro che si occupa di ricercare e catturare i nazisti fuggiti dopo la guerra) attraverso il suo direttore Efraim Zuroff ha voluto dire la sua su una questione molto sensibile e delicata per Israele: “L’affermazione di Netanyahu è totalmente senza basi. Che il Muftì spingesse sui nazisti e volesse l’invasione della Palestina è fuori discussione, ma Hitler non doveva essere convinto da nessuno”.

E il diretto interessato come ha ribattuto alle accuse di studiosi e politici israeliani?

Non ho avuta alcuna intenzione d sollevare Hitler dalla responsabilità per l’Olocausto e la soluzione finalema purtroppo per il Premier israeliano Netanyahu, la sua affermazione afferma il contrario, anzi secondo lui gli arabi sono stati gli “ideatori” e il Nazismo l’esecutore dell’Olocausto e della soluzione finale.

Fonte: Google News; Huffington Post Italia.

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