La Cina chiede ai giovani di indicare gli studenti LGBTQ+

L’Università di Shanghai avrebbe diramato una direttiva con lo scopo di una lista di tutti gli studenti LGBTQ+

La notizia è stata riportata dal quotidiano inglese The Guardian che parla di richieste di informazioni sul loro ‘stato mentale’. Un fatto che ha dell’incredibile e mostrerebbe una strategia di repressione dei movimenti LGBTQ+ da parte del Governo di Pechino. Il caso è scoppiato nei social media, Weibo (social cinese) e su Twitter dove è stata pubblicata la prova della direttiva anti-LGBTQ+.

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In quella direttiva si può leggere l’invito dell’Università agli studenti di ‘indagare e ricercare’ i loro colleghi LGBTQ+ e al tempo stesso di ‘trovare informazioni sulle loro condizioni psicologiche’ e il loro pensiero politico, i contatti sociali e degli imprecisati ‘requisiti rilevanti’.

The Guardian ha contattato l’Università di Shanghai per un commento sull’intera vicenda, e stranamente il post di denuncia è sparito dai social media forse per evitare che le autorità cinesi possano risalire agli autori del post.

La comunità LGBTQ+ cinese negli ultimi anni ha subito una emarginazione da parte della società, e per non farci mancare niente, nel 2020 è stata cancellata in maniera definitiva della più importante manifestazione LGBTQ+, il Shanghai Pride. (ANSA)

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