Matteo Renzi ha detto addio al Partito Democratico

Matteo Renzi ha detto addio al Partito Democratico
Matteo Renzi

Matteo Renzi ha detto addio al Partito Democratico. Un addio meditato nel tempo con diversi fattori che ne hanno dato un’accelerata. La nascita del Governo Conte II ha dato a Renzi e ai suoi fedelissimi maggiore sicurezza nell’avviare la scissione proprio in questo determinato momento.

L’addio è stato causato da una “mancanza di visione sul futuro” da parte della dirigenza Nazionale Dem. Un Partito, secondo Matteo Renzi ancora legato a visioni di lotta anacronistiche di sinistra.

L’annuncio è stato dato attraverso il suo profilo Facebook come la formazione dei nuovi gruppi autonomi del suo nuovo soggetto politico. Partito ancora senza nome, anche se in certi ambienti si è parlato di ‘L’Italia del sì’.

Matteo Renzi ha detto addio al Partito Democratico

Una scissione che non comporterà nessun rischio per il Governo Conte Bis, ritenuto dallo stesso Senatore fiorentino come un miracolo politico di cui tra l’altro si è intestato la paternità.

Nella sua lettera di addio non attacca il Segretario Nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti ma al tempo stesso non ha risparmiato critiche alla struttura del suo ex Partito, colpevole a suo dire di contenere troppe correnti, pronte solo a fare fuoco amico.

Quindi è meglio giocare nel ruolo di libero battitore con dietro un Partito compatto sulla figura del proprio Leader. Così da evitare il fuoco amico.

Il possibile ritorno di Liberi e Uguali nel PD

Il Senatore Renzi ha anche posto l’accento di essersi sentito sempre come un corpo estraneo all’interno del Partito Democratico e tutto per causa del “riflesso condizionato di quella sinistra che si autoproclama tale e che non accetta di essere guidata da uno che non provenga dalla Ditta”.

Ditta che potrebbe dare il suo benestare a un ritorno di Liberi e Uguali all’interno del Partito Democratico.

 “Ci dispiace. Un errore. Ma ora pensiamo al futuro degli italiani” e invoca “Una nuova agenda e il bisogno di ricostruire una speranza con il buon Governo e un nuovo PD”.

Nicola Zingaretti Segretario Nazionale Partito Democratico

Alla Camera dei Deputati non ci saranno problemi a dare vita ai nuovi gruppi autonomi ma in Senato il regolamento impedisce la formazione di nuovo gruppi e così per gioco forza i Senatori ex Dem, tra cui Renzi dovranno aderire al Gruppo Misto, in attesa di nuove elezioni.

I più importanti Istituti di sondaggi danno il nuovo Partito di Renzi tra il 3% all’8% ma ovviamente si tratta di dati provvisori. Un dato reale si potrà avere solo dopo l’ufficializzazione della nascita del nuovo Partito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.