Sicilia, aggressione omofoba ad Augusta

Sicilia, aggressione omofoba ad Augusta

Calci, pugni, insulti omofobi dal branco perché ‘femminile’ e ‘inadatto’ mentre la Legge contro l’omotransfobia è bloccata in Senato

Derubato (di neppure 80 euro), spinto con violenza in terra, preso a calci e pugni e insultato perché secondo i suoi aggressori troppo ‘femminile’ e ‘inadatto’. Questa l’ennesima aggressione omofoba registrata in pieno centro ad Augusta (provincia di Siracusa) con vittima un uomo di circa 40 anni come riporta SiracusaNews.

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I suoi aggressori, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero stati almeno in tre di età compresa tra i 20 e i 25 anni. Una volta ripreso dall’aggressione, la vittima si è recata presso i Carabinieri per sporgere denuncia che hanno avviato le indagini per risalire agli aggressori.

Nel frattempo, la Legge contro l’omotransfobia, la misoginia e le discriminazioni contro i disabili è ancora bloccata presso la Commissione Giustizia del Senato a causa dell’ostruzionismo della Lega. Il prossimo martedì dovrebbe essere finalmente calendarizzata per essere poi discussa e approvata.

Nel frattempo GayLib (associazione dei gay di destra) hanno deciso di organizzare dei tavoli di discussione con tutte le forze politiche sulla Legge come annunciato da Daniele Priori (segretario nazionale GayLib).

Sul ddl Zan basta risse, La legge antiomobitransfobia non è una norma ideologica ma di maggior tutela e educazione al rispetto di tutte e tutti che deve essere ricompresa in un dibattito istituzionale serio e concreto, non in una lotta tra opposte tifoserie. Siamo certi che, mantenendo il livello del confronto in termini chiari, né pietistici né faziosi, anche le anime liberali che esistono all’interno della destra che ad oggi si sottraggono potranno almeno aprire un dialogo sereno. Faremo in modo, nel corso di questi incontri ai quali intendiamo invitare tutte le forze politiche che talune particolarità della legge come quella sulla libertà d’opinione, troppo spesso, in maniera più o meno onesta ancora travisate e confuse, emergano invece con chiarezza. Come pure deve emergere la necessità di un cambio di passo, o meglio, di una svolta culturale anche all’interno dei partiti politici, come sottolineato con la solita giusta nettezza dall’amica Francesca Pascale. Un passaggio che vada nella direzione nettamente opposta al contesto sociale che ancora troppo spesso tende a giustificare o minimizzare il sottofondo discriminatorio dal quale poi originano i discorsi d’odio e in qualche caso la violenza omobitransfobica che tutte e tutti noi da sempre combattiamo.

Dichiarazione GayLib

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