Tom Daley e il coming out con i nonni

Tom Daley e il coming out con i nonni

Nella sua nuova autobiografia Daley parla del suo difficile coming out con i nonni

Il tuffatore britannico –Oro a Tokyo 2020 – Tom Daley ha pubblicato la sua nuova autobiografia ‘Coming Up for Air: What I Learned from Sport, Fame and Fatherhood’ (in uscita il 14 ottobre 2021) in cui si racconta a 360° in cui affronta anche il coming out con i suoi nonni.

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Un coming out difficile, anche per il divario generazionale come lui stesso ha raccontato.

‹‹ Nonna Rose e nonno Dink mi hanno supportato enormemente durante la mia crescita. Vivevano a poche porte dalla nostra prima casa a Derriford (Plymouth) e da allora mi sono sempre rimasti vicini, so che i miei successi sportivi li hanno inorgogliti. In fondo, pensavo che sarebbe andata bene, ma il mio cuore martellava mentre guidavo lungo la strada e bussavo alla loro porta. Quando abbiamo iniziato a chiacchierare di cose di tutti i giorni, non riuscivo proprio a parlarne. Alla fine ho fatto un respiro profondo e ho trovato il coraggio. All’inizio ho detto loro che il motivo per cui Dustin Lance Black era a Plymouth era legato al fatto che volesse girare un documentario su di me. Sembrava una buona storia di copertina. ›› Tom Daley prosegue nel racconto ‹‹‘Conosci Lance, è fantastico, vero?’, ho iniziato. “Sì, Lance, è un bel giovanotto”, rispose nonna Rose. “Beh, in pratica, Lance e io abbiamo una relazione”, dissi. ‘Certo che hai una relazione. State facendo un documentario insieme”, rispose lei. ‘Ehm, no, non quel tipo di relazione. Abbiamo una relazione a due.’ Non riuscivo a dire ‘è il mio ragazzo’, o per essere ancora più chiaro, ‘Sono gay’. “Certo che sì”, rispose. Non stava proprio capendo. Ho visto il nonno in un angolo, che stava iniziando a piangere. Il nonno non ne era contento, e mentre la nonna cercava di stare bene, era semplicemente infelice. ‘Dai, Tom. Pensi che sia naturale?! Cosa ne penserebbe tuo padre?’, disse il nonno. Mi sono sentito così triste per la loro mancata accettazione. Il nostro rapporto dopo è diventato piuttosto teso. Ora mi guardo indietro e capisco che la loro reazione iniziale era nata perché non capivano l’esistenza di diversi orientamenti sessuali, o perché non conoscevano qualcun altro che fosse apertamente gay. Ma inutile dire che mi ha molto ferito. Mi ha anche fatto temere la reazione del grande pubblico. “Se i miei nonni hanno difficoltà ad accettarmi, cosa direbbero gli altri?”››.

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Il coming out non è mai facile. In molti casi, si è rivelato un atto con drammatiche conseguenze che sono finite agli onori delle cronache locali – anche se la maggioranza di questi casi è rimasta nascosta – con storie di figli cacciati di casa perché gay o lesbiche oppure brutalmente picchiati perché colpevoli di non essere ‘normali’ e di essere la ‘vergogna’ della famiglia. Situazioni al limite che purtroppo accadano sempre più spesso, senza dimenticare gli episodi di omofobia da parte di sconosciuti, amici e famigliari. Fortunatamente poco alla volta le nuove generazioni stanno diventando più libere e prive di gabbie mentali.

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